La tecnologia d’identificazione per radiofrequenza (RFID radiofrequency identification, in inglese) è stata implementata in un centro di educazione speciale minorile per fare un monitoraggio dettagliato dei residenti. Con l’RFID si possono controllare i loro progressi e dare una spinta in più alla loro motivazione di migliorare a livello personale.

 

L’80 per cento dei residenti nel centro psicopedagogico Dulce Nombre de María, un’istituzione situata in Spagna che si occupa di prendersi cura dei minori a rischio di esclusione sociale, ha un disturbo antisociale.

 

Questa malattia si caratterizza, tra l’altro, per disturbi nel comportamento, ma soprattutto per la presenza di ansietà e la scarsa autostima. Sono anche presenti alti livelli di frustrazione, la difficoltà a controllare gli impulsi, la difficoltà di seguire le norme e a volte anche la violenza.

 

L’idea di applicare questa tecnologia ha origine nell’aumento dello sforzo da parte dei minori, dei professori e degli assistenti. Le etichette RFID vengono inserite nei bracciali che devono portare i bambini e in cui si memorizzano tutte le informazioni relative al “Programa Autonomía”, svolto nel centro dal 2007. Prima di usare la tecnologia RFID, tutti i dati del programma venivano creati e salvati manualmente nei computer.

 

Quando i bambini del centro iniziano il programma, partono con un numero di punti che deve aumentare in funzione del loro comportamento, per poter così raggiungere diversi livelli di autonomia. Quando hanno un determinato numero di punti, hanno una “paga” che possono scambiare per oggetti reali del centro; con più punti possono ricevere un numero maggiore di chiamate sul cellulare; nella seguente fase possono realizzare un’attività, e nell’ultima accedono all’autonomia totale.

È un sistema creato per motivare e premiare il comportamento dei bambini e poterli far tornare nella società.

 

Il sistema ha una piattaforma informatica attraverso cui professori e assistenti del centro possono introdurre un punteggio accompagnato da una valutazione personale e diversi messaggi a tutti i bambini. I bambini, invece, hanno accesso a due centri di consultazione ubicati nel centro, dove possono controllare la propria situazione e i comunicati dei professori.

Per accedere alle informazioni basta avvicinare il bracciale ai due terminali dotati di lettori RFID, per vedere così tutti i dati in una schermata personalizzata.

 

I bambini sono molto emozionati dal nuovo sistema, che provvede un acceso diretto alle nuove tecnologie; anche i professori sono contenti per il sistema, che rende più facile la valutazione e la realizzazione di report.

 

Il coordinatore del progetto ha segnalato che l’iniziativa è solo un altro esempio delle multiple capacità che offre la tecnologia RFID, ma è pionieristica in questo tipo di centri, dove l’RFID rappresenta una nuova speranza nella motivazione e nella cura di questi bambini.