Nel nuovo laboratorio di criminologia di Santa Clara, California, le etichette RFID aiuteranno decine d’impiegati esperti in criminologia a realizzare il tracking e il registro di qualsiasi tipo di prove, da DNA a laptop, armi da fuoco o veicoli. L’RFID sarà presente nel processo di analisi, prova e registrazione.

La nuova sede con tecnologia RFID sostituirà il laboratorio di criminologia attuale, che è composto da tre differenti sedi; nel vecchio laboratorio venivano utilizzati codici a barre e sistemi di informazione tradizionale per il monitoraggio e la ricerca di circa 35.000 o 40.000 prove ogni anno.  Il nuovo sistema è composto di sette lettori e molte etichette RFID che s’inseriscono facilmente in tutte le prove. I lettori sono sistemati nei quattro piani dell’edificio. In questo modo, tutte le prove che entrano nell’edificio sono registrate al primo piano finché qualcuno le richiede o fino a quando si portano a un altro piano per immagazzinarle e classificarle in categorie.

Quando i responsabili della raccolta spostano le prove, i lettori nei differenti piani e negli ascensori documentano tutto il movimento. Inoltre, quando i tecnici che sono ai piani superiori vogliono analizzare una prova entrando o scendendo dal posto in cui è localizzata, i lettori RFID registrano anche quest’azione. Tutto è registrato e l’ubicazione esatta delle prove è disponibile in tempo reale.

Il laboratorio ha due tipi di etichette RFID che possono supportare le gelide temperature del deposito (deve essere di circa 0 gradi per mantenere in ottimo stato tutte le prove). Il primo tipo di etichette è composto dalle più piccole, che s’inseriscono nei campioni di sangue; il secondo tipo sono quelle più grandi, che si utilizzano in contenitori e buste di plastica che contengono tutti i tipi di prove.

 

Fino ad ora i lavoratori del laboratorio di Santa Claudia inserivano nei recipienti delle prove un’etichetta di carta adesiva su cui era stato impresso il numero d’identificazione unico, assegnato a ogni prova attraverso un codice a barre. Con l’RFID, il laboratorio di criminologia potrà localizzare più facilmente le prove nel momento in cui sono analizzate e produrre una documentazione esaustiva di tutta la catena di custodia degli oggetti.

“Il sistema di codice a barre ha funzionato bene per noi” ha detto Benny Del Re, Direttore del laboratorio di criminologia, il quale però ha anche aggiunto che il codice a barre era propenso agli errori. Tante volte, come per esempio quando si prendeva una prova da analizzare, i lavoratori si dimenticavano di scannerizzare o registrare manualmente il codice per documentare il movimento. ”Stiamo cercando di trovare un modo per accelerare il processo da quando le prove sono registrate fino a quando si fa il monitoraggio con RFID” continua il Direttore.

Il laboratorio ha lavorato con un integratore di sistemi per sviluppare tutto il progetto e le diverse applicazioni assieme. L’implementatore tecnico ha creato un nuovo sistema di amministrazione del laboratorio, che da oggi sarà utilizzato per documentare, registrare e inserire tutte le prove. Quando arriva la prova, viene inserita l’etichetta RFID con un numero unico di identificazione, che è corredato anche di informazioni precise sulla prova (contenuto, dove è stata trovata, motivo della registrazione…)

Comunque, per completare la registrazione, alla prova sarà aggiunto anche un codice a barre, che includerà un numero particolare per il caso, che può essere composto da varie prove; quindi ogni prova avrà il suo codice RFID e anche un codice a barre che la identifica come parte di un processo giudiziario.

Ogni volta che un criminologo cambia di posto un oggetto, il lettore RFID cattura subito e automaticamente il suo numero d’identificazione unico.  Il criminologo utilizza il lettore di codici a barre per scannerizzare la sua placca d’identificazione (cha ha un codice numerico a barre che lo identifica) e così può introdurre qualsiasi tipo d’informazione sull’oggetto. Se un lavoratore sbaglia e non scannerizza il codice a barre della placca, secondo Del Re, suonerà un allarme e il sistema avviserà che non è stato registrato nessun numero di placca. Lo stesso processo avverrà al momento di riportare la prova nel suo posto originale.

Secondo Del Re, il laboratorio vuole che il nuovo sistema sia anche disponibile e accessibile per gli organi di governo, affinché possano comprovare lo status di ogni prova e anche facilitare il lavoro nei processi. Gli organi governativi potranno anche introdurre informazioni di basi sulla prova, prima di essere inviate al laboratorio di criminologia.

Ci si aspetta che il sistema RFID cominci a funzionare presto, e il laboratorio continuerà a utilizzare il codice a barre nella fase iniziale. ”Il codice a barre è abbastanza ripetitivo, ma con il passare del tempo, quando ci sentiremo più a nostro agio con le etichette RFID, vedremo se non ci sarà più bisogno della codificazione a barre. Adesso la utilizzeremo per essere tranquilli sul funzionamento di questo nuovo progetto” conclude Del Re.