Amsterdam – Nei coffee shop olandesi si comprerà solo se provvisti di tessera identificativa. In Olanda otto comuni di confine, hanno dichiarato guerra al turismo della droga con l'avvio, dal 2010, di una schedatura dei consumatori. Chiunque vorrà acquistare la cannabis dovrà munirsi di un apposito documento, con tutti i dati identificativi, da esibire nei coffee shop, che da normali esercizi si trasformeranno in club, di cui sarà necessario essere membri. 

Ad annunciare le restrizioni sono stati oggi i comuni olandesi della provincia del Limburgo (dove si trova la città di Maastricht), che confina a est con la Germania ed a ovest con il Belgio, assieme alle province di Eindhoven ed Enschede, un po' più a nord. Tra tedeschi, francesi e belgi sono circa quattro milioni le persone che ogni anno passano il confine per comprare legalmente delle droghe in questa parte dei Paesi Bassi. 

La metà si reca a Maastricht. Nella pratica, scrivono i quotidiani olandesi, il progetto pilota prevede che i clienti si rivolgano al proprietario di uno della trentina di coffee shop della regione, il quale si occuperà della registrazione. 

La card identificativa, con i dati biometrici, però, verrà consegnata al consumatore solo dopo qualche giorno, in modo da scoraggiare chi viene dall'estero, quelli del turismo della droga "mordi e fuggi". Inoltre, ogni giorno si potranno comprare solo tre grammi di cannabis a testa, contro i cinque consentiti attualmente dalla legge.

Già nel 2006 il comune di Rotterdam ha avviato un progetto pilotata per la schedatura dei clienti dei coffee shop. In questo caso è prevista la registrazione dell’impronta digitale di tutti i clienti che vogliono acquistare marijuana. Il progetto prevede che le impronte vengano inserite in un database centralizzato, così che si possa verificare con certezza che i clienti non acquistino dosi oltre al limite stabilito dalla legge. Questa sperimentazione prevede l’uso dei lettori di impronta digitale Izzix FD1000

"Tiriamo fuori dall'anonimato le visite ai coffee shop - ha spiegato il sindaco di Maastricht, Gert Leers -. I piccoli approvvigionamenti dei coffee shop, inizialmente concepiti per rispondere alle necessità locali, sono divenuti un grande affare del quale vogliono approfittare in molti, in particolare i rivenditori illegali che dipendono dalle organizzazioni criminali". 

Il continuo flusso di stranieri continua a generare proteste nella popolazione locale a causa dell'incremento del degrado e della criminalità. Il sindaco di Maastricht aveva già provato in passato a limitare la vendita di droghe ai soli cittadini olandesi, fatto però non permesso dalla legge. Sulla questione é stata chiamata ad esprimersi anche la Corte europea di giustizia. In Olanda esistono 702 coffee shop autorizzati a vendere cannabis, ma sono autorizzati ad averne solo 500 grammi in negozio. La vendita e la coltivazione all'ingrosso sono invece proibite.

Recentemente anche il comune di Amsterdam ha emesso nuove norme restrittive che vietano l’apertura dei Coffee che stanno nelle vicinanze delle scuole, oltre ad aver bloccato la concessione di nuove licenze.