I servizi di Mobile Payment sono già una realtà utilizzata nella maggior parte dei Paesi dell’Europa e in quelli più avanzati in tutto il mondo. Gli ultimi progressi nel campo della NFC (Near Field Communication) hanno reso possibile effettuare pagamenti e sfruttare offerte e sconti tramite il proprio telefonino cellulare.

 

Gli smartphones di ultima generazione si sono convertiti in portafogli elettronici conosciuti come e-Wallet, grazie a loro dimenticarsi i soldi a casa non sarà più un problema. Le loro caratteristiche, tra cui l’immediatezza, mobilità, interattività e comodità, li renderanno strumenti indispensabili per la maggior parte della società.

 

Infordata ha partecipato e dato supporto tecnico per il Convegno di presentazione dei risultati ottenuti dalla ricerca dell’Osservatorio NFC & Mobile Payment, focalizzato sulla situazione di queste tecnologie nel nostro Paese e tenutosi lo scorso mercoledì 9 Febbraio a Milano.

 

L’esperienza acquisita da Infordata nei suoi oltre dieci anni nel mercato dell’automazione, controllo di accessi e tecnologie legate all’RFID e NFC hanno fatto sì che potesse svolgere il ruolo di consulente offrendo supporto e accompagnando l’Osservatorio del Politecnico di Milano nella sua ricerca.

 

Tra i partecipanti al Convegno sono stati invitati autorevoli testimonial aziendali ed esperti del settore di diverse aziende, dalle Telco al retail, dalla finance all'R&D. Tra queste citiamo la Telecom Italia, le Poste Italiane, il gruppo bancario San Paolo.

Il Convegno è stato centrato sullo studio di tutti i servizi di Mobile Payment attivi in Italia e la quantificazione delle transazioni tramite Mobile Remote Payment. Sono state analizzate alcune applicazioni internazionali di successo, il comportamento di acquisto degli utenti di questi servizi e quello dei titolari di carte contactless.

 

Una delle conclusioni a cui si è arrivati è che le applicazioni legate all'uso della Near Field Communication e ai cellulari di nuova generazione non sono ancora abbastanza sfruttate in Italia  rispetto al resto dei paesi, quindi ci si aspetta un grande sviluppo nei prossimi anni. Nel nostro paese l’anno scorso sono state sviluppate le prime iniziative di Contactless Payment basate su carte RFID, per un totale di 350mila carte emesse e circa 2mila Pos abilitati, mentre in altri paesi come la Spagna o la Francia sono già state sviluppate alcune iniziative di Proximity Payment.

 

Durante il convegno è stata opinione di tutti i relatori che la diffusione del mobile payment oramai è solo questione di tempo, grazie ai big come Apple e Google i pagamenti con cellulare – dopo anni di attese - finalmente potranno diventare realtà.

 

Tra le diverse categorie che integrano questi servizi ci sono Remote Payment, Money Transfer, Proximity Payment e Mobile Commerce, l’unica che ha raggiunto una crescita significativa rispetto all’anno scorso passando da 12 a 38 servizi. Con l’inserzione di etichette RFID negli smartphone e grazie alle fotocamere è possibile modificare la relazione esistente tra consumatori e venditori, grazie alla possibilità di leggere barcode o smartcode (il conosciuto QR code) che fornisce agli utenti informazioni multimediali e processi interattivi in modo indipendente.

 

Il principale problema che si nota in Italia è la reticenza delle persone di età diverse ad utilizzare questi servizi, soprattutto per mancanza di fiducia nel suo funzionamento (questo comportamento risponde all’equazione: quanto maggiore è l’età minore è la fiducia). Infatti, la stragrande maggioranza degli utenti di NFC sono i “giovani innovativi”. I cittadini segnalano anche la complessità del processo di attivazione per l'utente e la ridotta attività promozionale.  La crescita del mercato è lenta, nel 2010 sono stati censiti 107 servizi di Mobile Payment in Italia mentre nel 2009 erano 78.

 

Invece, il futuro utilizzo massiccio di queste tecnologie è un dato di fatto giacché nel nostro Paese l’85% della popolazione è in possesso di un cellulare, incoraggiante poi è il fatto che un italiano su tre possiede già uno smartphone. Grazie alla diffusione di questi dispositivi con NFC integrato, che vanno dal Samsung One Player all’S5230 o all'ultimo Nexus S o al Nokia C7, si aprono nuove frontiere nell’ambito dei servizi legati alla mobility.

 

I partecipanti hanno potuto essere assistere all’approfondimento su business cases e  un'indagine su un campione di commercianti che appartengono a diversi settori interessati, ed hanno anche potuto conoscere a fondo le diverse fasi del progetto pilota.

 

Alla fine della giornata gli esperti hanno concluso che è necessario lavorare congiuntamente per uno sviluppo a livello nazionale di queste tecnologie, creando una sinergia che potrà quindi fare da catalizzatore per grandi cambiamenti nella nostra esperienza come utenti e consumatori, ma anche nella nostra vita privata e professionale.

 

Anche l’Infordata Sistemi – che collabora con la nostra redazione -  è stata ringraziata per il suo contributo ed è menzionata nel rapporto del 2011 elaborato per l’Osservatorio NFC & Mobile Payment. L’Infordata che da tempo si è specializzata nella progettazione di soluzioni NFC ha fornito informazioni preziose in merito a questa tecnologià che è ancora sconoscita a molti.